LA RINUNCIA DI DI MAIO

LA RINUNCIA DI DI MAIO

C’è una cosa che mi ha colpito nel discorso con cui Di Maio ha lasciato il ruolo di capo politico del Movimento 5stelle: la assoluta mancanza di un’autocritica.

Eppure sono sotto gli occhi di tutti la sua responsabilità nel dissipare il patrimonio politico elettorale del suo movimento, nel non avere più volte rispettato la parola data (ad esempio: governeremo da soli), nell’avere cambiato alleanza con la stessa disinvoltura con cui si cambia un abito.

Questa mancanza di umiltà e incapacità di fare autocritica mi ricorda qualcuno a Nichelino che ha dato un colpo gravissimo a un progetto di rinnovamento (basato su ideali, impegno, generosità e cultura) e che, dopo avere dichiarato solennemente che la maggioranza non sarebbe cambiata, si è alleato con quelli che insieme avevamo combattuto e tratta come avversari coloro che lo hanno sostenuto.

di Angelino RIGGIO

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