MODIFICA DEI DECRETI SICUREZZA, ECCO IL NUOVO DECRETO LEGGE. FINALMENTE!

MODIFICA DEI DECRETI SICUREZZA, ECCO IL NUOVO DECRETO LEGGE. FINALMENTE!

I punti principali in materia di migrazione, protezione e accoglienza del decreto legge approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri che, finalmente, modifica i decreti sicurezza del governo Conte I.

Disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifica agli articoli 131-bis e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento e di contrasto all’utilizzo distorto del web” è il titolo del decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri che modifica finalmente i due decreti sicurezza del 2018-2019 (convertiti rispettivamente nelle leggi 132/2018 e 77/2019).

Ecco i punti principali in materia di migrazione, protezione e accoglienza.

Il divieto di transito e sosta nelle acque territoriali per le navi che soccorrono migranti – Non è più applicabile alle operazioni di soccorso che siano tempestivamente comunicate alle autorità italiane e dello Stato di bandiera e siano condotte nel rispetto delle norme di diritto internazionale e delle indicazioni del competente Centro di Coordinamento dei Soccorsi in mare.

Però in caso di violazioni si prevede la reclusione fino a due anni e una multa da 10 mila a 50 mila euro.

Il divieto di espulsione e respingimento delle persone a rischio di tortura – Al divieto per i rischi di tortura il decreto aggiunge quelli per il rischio di essere sottoposti a trattamenti inumani o degradanti e per il rischio di violazione del diritto al rispetto della propria vita privata e familiare. Si prevede qui il rilascio del permesso di protezione speciale, il cui raggio viene ampliato rispetto a quanto previsto dal primo decreto sicurezza.

Richieste d’asilo, l’esame prioritario e la procedura accelerata – Il decreto intende «riordinare e razionalizzare» i casi di domande per le quali si prevede un esame prioritario, differenziandoli da quelli per i quali è adottata una procedura accelerata.

Si legge nella relazione illustrativa allo schema di decreto: «L’esame prioritario è diretto a rendere più celere il procedimento al fine di esaminare istanze che hanno una manifesta fondatezza o che sono presentate da persone vulnerabili; la procedura accelerata, invece, riguarda casi in cui può presumersi un uso strumentale della domanda e sono previsti termini precisi e più stringenti».

Maggiori competenze alle Commissioni territoriali – Oltre alle decisioni sulla protezione internazionale, saranno chiamate a decidere anche sul divieto di espulsione per gli stranieri in condizioni di salute particolarmente gravi.

L’iscrizione anagrafica – In (ovvio) adeguamento alla sentenza della Corte costituzionale n. 186 del 9 luglio di quest’anno, viene abolito il divieto di iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo.

Convertibilità dei permessi in permessi per lavoro – Alle categorie già previste dei permessi convertibili in permesso per lavoro, si aggiunge fra l’altro quella del permesso di soggiorno per protezione speciale.

L’accoglienza – Il SIPROIMI è sostituito dal “nuovo” Sistema di accoglienza e integrazione (SAI) «come caposaldo ove svolgere le operazioni di accoglienza».

La prima accoglienza continuerà ad essere svolta nei centri governativi ordinari e straordinari.

Quanto al SAI, si articolerà in due livelli di prestazioni: il primo dedicato ai richiedenti asilo e il secondo ai titolari di protezione.

Per i beneficiari del Sistema si prevedono percorsi specifici per l’integrazione alla scadenza del periodo di accoglienza.

I tempi massimi nei CPR – Nei Centri di permanenza per il rimpatrio il tempo massimo di trattenimento scende da 180 a 90 giorni,  però prorogabili di 30 giorni se lo straniero è cittadino di un Paese con cui l’Italia ha sottoscritto accordi in materia di rimpatri.

di Giovanni GODIO, viedifuga.org

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